Concorso per un intervento urbano integrato. Trnava (SK)

Il concorso DVE VEŽE a Trnava, in Slovacchia, nasceva dalla richiesta di convertire due torri amministrative esistenti in nuova residenza urbana. La proposta affronta il tema come un intervento di rigenerazione complessiva, capace di trasformare edifici, spazio pubblico e paesaggio in un nuovo riferimento per la città. Il brief di concorso prevede il mantenimento delle torri esistenti e la demolizione del loro involucro, definendo così un quadro di intervento che lavora per trasformazione più che per sostituzione. Il progetto nasce dall’osservazione di una condizione esistente non priva di qualità, ma priva di struttura. Le torri presenti nell’area non costruiscono un sistema, ma generano una configurazione frammentata, senza una centralità riconoscibile e senza relazioni spaziali attive. L’intervento introduce una regola semplice e necessaria, costruire un vuoto capace di organizzare l’intero comparto. La rimozione del blocco basso centrale alto un piano diventa così un gesto fondativo, non sottrattivo, che rende possibile la realizzazione di una piazza pubblica centrale, elemento ordinatore e dispositivo di relazione tra le torri e le nuove funzioni collettive. Questo spazio aperto non è residuale, ma un campo attivo definito da bordi abitabili, in cui attraversamento, sosta e uso quotidiano convivono. Le funzioni pubbliche si dispongono lungo il perimetro, costruendo una soglia continua e permeabile tra architettura e spazio aperto, capace di attivare l’intero sistema urbano. Il progetto lavora sul suolo come principale dispositivo operativo. Non si limita a disegnarlo, ma lo costruisce attraverso il riuso dei materiali derivanti dalle demolizioni, generando una topografia artificiale che estende lo spazio pubblico anche in sezione. La collina che ne deriva integra il sistema dei parcheggi e li trasforma in un’infrastruttura nascosta, restituendo alla superficie uno spazio continuo, fruibile e attrattivo per il quartiere. A sud-est il suolo si solleva e costruisce un fronte urbano riconoscibile, capace di dialogare con il contesto esistente, mettendo in relazione infrastruttura, paesaggio e spazio collettivo in un unico sistema. Le funzioni non vengono separate ma messe in relazione attraverso una struttura spaziale continua. Una diagonale attraversa l’area e connette le principali polarità, residenziale, scolastica e commerciale, attivando flussi costanti e distribuendo l’intensità d’uso sull’intero lotto. Il sistema risultante non è gerarchico ma interdipendente, in cui ogni parte contribuisce alla vitalità complessiva dello spazio urbano. Le torri esistenti vengono riattivate attraverso un nuovo involucro e un telaio esterno indipendente che estende lo spazio abitativo e introduce un principio di trasformabilità nel tempo. Il telaio consente la disposizione libera dei terrazzi mantenendo un unico modulo prefabbricato, ottimizzato per risorse e costruzione. I terrazzi possono essere riposizionati o incrementati senza alterare l’organismo edilizio, definendo un sistema flessibile che unisce serialità, efficienza e riconoscibilità architettonica. Il progetto non si limita a un intervento di riqualificazione, ma costruisce una struttura aperta, capace di adattarsi nel tempo e di assorbire il cambiamento. Spazio pubblico, architettura e paesaggio vengono trattati come un unico sistema continuo, non come una somma di elementi separati. Il risultato è un organismo unitario che genera relazioni, rafforza l’identità del luogo e sostiene nuove forme di uso urbano contemporaneo.