Casa IC. Milano

Tra il Naviglio Grande e l’ex cartiera Binda, un appartamento degli anni ’60 si trasforma nel loft-vetrina di una designer di moda. Il progetto nasce dall’idea di costruire uno spazio che sia insieme casa e palcoscenico creativo, dove ogni dettaglio racconta la personalità di chi lo abita. Al centro, come un cuore pulsante, la cabina armadio: un piccolo volume in legno che sembra un alveare finestrato, intarsiato da specchiature esagonali. Qui è custodita la collezione di abiti, anima e archivio della padrona di casa. La tessitura degli esagoni si prolunga fino a una parete perimetrale, dissolvendosi in una libreria in legno che accoglie libri e oggetti. Da un lato si apre la zona notte, essenziale e intima. Lo spazio è arredato con legni semplici, qualche pezzo di recupero prezioso e una costellazione di oggetti unici, raccolti in una collezione solo in apparenza casuale. Le pareti, scarnificate, lasciano emergere la trama ruvida dei mattoni pieni; i controsoffitti rimossi rivelano tavolati e travi portanti. I pavimenti alternano legno caldo e pattern di piastrelle esagonali, mentre la ceramica bianca riveste con leggerezza i bagni e la cucina. Il risultato è uno spazio crudo, diretto, a tratti spiazzante, ma autentico. Una scatola da riempire di creatività. Un loft che non teme la contraddizione e che trova la sua forza nella personalità di chi lo vive: una creatrice di oggetti preziosi che ha fatto del gesto artigianale la propria identità. Un progetto complesso, dove l’architetto sa anche arretrare, lasciando spazio alle scelte più intime della committenza. Monolocali, bilocali, loft, sottotetti e spazi soppalcati: le piccole metrature sono una sfida affascinante per l’architettura. In pochi metri quadrati occorre concentrare soluzioni intelligenti, gesti progettuali essenziali e un’attenta valutazione delle possibilità. Un progetto è davvero riuscito quando sa trasformare i limiti in risorse, rendendo ogni vincolo un’opportunità di carattere e unicità. Un arredo su misura, un dettaglio inatteso, la giusta luce possono cambiare completamente la percezione di uno spazio, trasformandolo in un guscio intimo e prezioso. Nelle dimensioni ridotte c’è spazio per sperimentare, per osare scelte nuove e sorprendenti. Basta un solo gesto – frutto di infinite alternative esplorate – per racchiudere il segreto della qualità e dare vita a un ambiente che non sia mai banale, ma autentico, personale e irripetibile. I lavori si sono conclusi nel 2013.